Dopo tutti questi anni spesi a coordinare il corso di Graphic Design IED Milano penso sia chiaro che non si ci limita a insegnare software o tecniche visive ma educare al gestione della comunicazione visiva. Per questo, anche un esame a prima vista teorico può (e deve) trasformarsi in un atto progettuale autentico, vivo, sorprendente.
È il caso di “Futuristi 1909”, il progetto realizzato da Mattia Fontanari, studente del corso, nell’ambito dell’esame di Storia dell’Arte tenuto dalla prof.ssa Dafne Niglio. Una prova d’esame che – come spesso accade quando si dà libertà e fiducia agli studenti – si è evoluta in un vero e proprio statement visivo.
Alla richiesta di approfondire una corrente artistica a scelta, Mattia ha deciso di portare il Futurismo… allo stadio.
Non con una tesina, un test o un'interrogazione, ma con una maglia da calcio. O meglio, con una jersey che reinterpreta le visioni di Balla e Depero attraverso il linguaggio dello sport, del branding e della cultura pop contemporanea.
Il risultato è un progetto che unisce ricerca, cultura visiva e contaminazione tra mondi diversi. “Futuristi 1909” è una divisa pensata per non seguire le regole del design sportivo: niente simmetrie, niente elementi rassicuranti, solo scontri plastici tra forme, colori e segni.
È un esercizio di linguaggio, ma anche una riflessione su come il design possa veicolare storia, idee e immaginari.
Come coordinatore del corso, non posso che essere orgoglioso di questi esiti. Perché dimostrano, ancora una volta, che la didattica può essere uno spazio di sperimentazione reale. Che gli esami possono diventare acceleratori di pensiero progettuale.
E che, in fondo, la cultura del progetto è anche questo: prendere un tema, ribaltarlo, attraversarlo, e restituirlo al mondo con una forma nuova, potente, inaspettata.
Ben fatto, Mattia.
Godetevi “Futuristi 1909”.





